Luoghi di culto in Certosa di Pavia

Certosa di Pavia

8.5/10

La Certosa di Pavia è un monastero, situato nell'omonimo comune distante circa 8 km a Nord di Pavia, risalente al XIV secolo. E' un monumento edificato nel periodo tardo-gotico italiano. La posizione originale del monastero era al margine del parco visconteo a nord del castello di Pavia; del parco sono oggi rimaste soltanto alcune parti (il Parco della Vernavola, a nord di Pavia) non più collegate al castello e alla Certosa.

Coordinate: 45°15′25″N 9°08′53″E / 45.257, 9.148

bussola Disambiguazione – Se stai cercando il comune, vedi Certosa di Pavia (comune).
Categoria:Segnalazioni NPOV - marzo 2010Categoria:Segnalazioni NPOV arte
Certosa di Pavia
La facciata della certosa
La facciata della certosa
Città Pavia
Regione Lombardia
Stato Italia
Religione Chiesa cattolica di Rito romano
Diocesi Pavia
Anno di consacrazione XIV secolo
Architetto {{{Architetto}}}
Stile architettonico gotico
Inizio della costruzione 1396
Completamento XVI secolo
Sito web Sito ufficiale della comune di Pavia relativo alla Certosa
Note {{{Note}}}

La Certosa di Pavia è un monastero, situato nell'omonimo comune distante circa 8 km a Nord di Pavia, risalente al XIV secolo. E' un monumento edificato nel periodo tardo-gotico italiano. La posizione originale del monastero era al margine del parco visconteo a nord del castello di Pavia; del parco sono oggi rimaste soltanto alcune parti (il Parco della Vernavola, a nord di Pavia) non più collegate al castello e alla Certosa.

Attualmente l'edificio appartiene al demanio dello stato italiano ed in un'ala della costruzione é presente la locale stazione dei Carabinieri.

Storia

La costruzione della Certosa di Pavia fu voluta da Gian Galeazzo Visconti, che inaugurò i lavori il 27 agosto 1396, ponendo la prima pietra del cantiere.

La posizione era strategica: a metà strada tra Milano, capitale del ducato, e Pavia, la seconda città per importanza, dove il duca era cresciuto e dove aveva sede la corte, nel castello visconteo.

Il luogo scelto per la fondazione era un bosco all'estremo nord dell'antico parco visconteo, una vasta area recintata che collegava il castello pavese con un'ampia area boschiva adibita alle cacce dei signori della Lombardia.

Inizialmente, durante la prima fase dei lavori, i monaci risiedettero nell'antico castello di Torre del Mangano e nel Castello di Carpiano (o Grangia), uno dei tanti territori lasciati ai monaci da Gian Galeazzo Visconti, per poi occupare gli ambienti conventuali, i primi ad essere edificati.

Secondo l'ipotesi di Luca Beltrami i primi sostegni dei chiostri, in attesa di più dignitose soluzioni architettoniche, furono dei piloni quadrati in laterizio. Le funzioni religiose venivano provvisoriamente celebrate nel refettorio, l'unico ambiente dalle dimensioni adatte per accogliere l'intera comunità dei Certosini, fatta di monaci e fratelli conversi.

La chiesa, destinata a divenire mausoleo dinastico dei Duchi di Milano, era stata pensata in dimensioni grandiose, con una struttura a tre navate inusuale per l'Ordine Certosino e fu edificata per ultima. La navata fu progettata in stile gotico e la sua costruzione fu completata solo nel 1465. L'interno della Certosa

Tuttavia nel frattempo l'influenza del primo Rinascimento era divenuta importante in Italia e il resto della chiesa, con le sue gallerie ad archi e i pinnacoli (inclusa la piccola cupola), e i chiostri furono riprogettati da Guiniforte Solari, che guidò i lavori tra il 1453 e il 1481, con dettagli in terracotta di rara bellezza e ricchezza. In seguito Giovanni Antonio Amadeo fu capo dei lavori, tra il 1481 e il 1499. Il 3 maggio 1497 la Chiesa venne consacrata. La parte inferiore della facciata fu completata nel 1507.

I monaci certosini, ai quali il monastero era stato lasciato dal fondatore, erano legati ad una clausola che prevedeva l'uso di una parte dei loro proventi (campi, terreni, rendite ecc.) per continuare la costruzione del monastero. Anche quando la costruzione si sarebbe potuta definire completa, i monaci continuarono a elargire grandi somme di denaro per decorazioni aggiuntive: perciò la Certosa di Pavia contiene opere d'arte risalenti ad almeno quattro secoli (XV, XVI, XVII, XVIII secolo). È di questo periodo (1520 circa) la sostituzione del vecchio altare per uno nuovo molto più sfarzoso e decorato. Per moltissimi anni se ne persero le tracce fino al 1894, quando il dottore Santambrogio lo ritrovò nella Chiesa San Martino vescovo di Carpiano.

Il Monastero certosino maschile (1396 - 1782)

Il monastero certosino di Santa Maria delle Grazie viene fondato da Gian Galeazzo Visconti il 27 agosto 1396 <ref> Forzatti Golia 2002, pp. 367-370; Majocchi 2002, p. 73 http://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/11500110/?view=toponimi&hid=9003013&tab=riferimenti </ref>. Al monastero il duca di Milano Gian Galeazzo Visconti dona nel 1396 le località di Binasco, Magenta, Boffalora e San Colombano; nel 1397 Selvanesco e Marcignago e nel 1400 Vigano <ref> Albertini Ottolenghi 1996, pp. 580-594 http://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/11500110/?view=toponimi&hid=9003013&tab=riferimenti </ref>. Nel secolo XVIII il monastero possediede terreni nella località di Badile, Battuda, Bernate, Binasco, Boffalora, Borgarello, Carpiano, Carpignano, Milano, Giovenzano, Graffignana, Landriano, Magenta, Marcignago, Opera, Pairana, Pasturago, San Colombano, Torre del Mangano, Trezzano, Velezzo, Vidigulfo, Vigentino, Villamaggiore, Villanterio, Villareggio e Zeccone <ref> Catasti ecclesiastici, sec. XVIII, certosini http://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/11500110/?view=toponimi&hid=9003013&tab=riferimenti </ref>. Il monastero di Santa Maria delle Grazie viene soppresso il giorno 16 dicembre 1782 <ref> Taccolini 2000, p. 87; Tabella monasteri soppressi, 1781-1783, città e provincia di Pavia http://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/11500110/?view=toponimi&hid=9003013&tab=riferimenti </ref> [1].

I monaci certosini, ai quali il monastero era stato lasciato dal fondatore, erano legati ad una clausola che prevedeva l'uso di una parte dei loro proventi (campi, terreni, rendite ecc.) per continuare la costruzione del monastero. Anche quando la costruzione si sarebbe potuta definire completa, i monaci continuarono a elargire grandi somme di denaro per decorazioni aggiuntive: perciò la Certosa di Pavia contiene opere d'arte risalenti ad almeno quattro secoli (XV, XVI, XVII, XVIII secolo). È di questo periodo (1520 circa) la sostituzione del vecchio altare per uno nuovo molto più sfarzoso e decorato. Per moltissimi anni se ne persero le tracce fino al 1894, quando il dottore Santambrogio lo ritrovò nella Chiesa San Martino vescovo di Carpiano.

Il Monastero cistercense maschile (1784 - 1798)

I monaci certosini furono espulsi nel 1782 dall'imperatore Giuseppe II, che incamerò i beni di tutti gli ordini contemplativi dei suoi possedimenti.

Il monastero cistercense di Santa Maria delle Grazie viene istituito nel 1784, due anni dopo la soppressione del monastero certosino <ref> Toscani 1995, p. 328; Guderzo 1995, pp. 372-373 http://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/11500111/?view=toponimi&hid=9003013&tab=riferimenti </ref> . Il monastero viene definitivamente soppresso nel 1798, quando il direttorio esecutivo della repubblica cisalpina, autorizzato dalla legge 19 fiorile anno VI, richiamò alla nazione i beni e gli effetti appartenenti ai cistercensi della Certosa di Pavia <ref> Nazionalizzazione beni ecclesiastici, 8 pratile anno VI http://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/11500111/?view=toponimi&hid=9003013&tab=riferimenti </ref> [2].

Dal 1798 a oggi

Il monastero passò quindi nel 1798 ai monaci carmelitani. Nel 1810 venne infine chiuso. Nel 1843 i monaci certosini rientrarono nel monastero. Il monastero fu dichiarato dal 1866 monumento nazionale e sequestrato dallo stato, insieme agli altri beni ecclesiastici per risanare il deficit pubblico. Fino al 1880 alcuni monaci certosini continuarono ad abitare il monastero. Dal 1932 al 1947 i monaci certosini tornarono ad abitare la Certosa, ma furono costretti ad abbandonare la struttura per mancanza di vocazioni. Nel 1949 arrivarono i monaci carmelitani che rimasero fino al 1961.

Dal 1968 a tutt'oggi i monaci che abitano presso il monumento sono dell'Ordine Cistercense ed appartengono alla Congregazione "Casamariensis" [3] e, nell'abito della loro vita monastica, si occupano anche delle visite guidate alla chiesa ed al convento nonché della vendita di articoli sacri e vari prodotti tipici.

Sul lato destro del cortile antistante alla chiesa si trovano il negozio gestito dai monaci ed il Museo della Certosa di Pavia che, dal maggio 2008, è gestito direttamente dalla Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici di Milano [4].

Le informazioni sulle visite guidate al Museo si possono avere contattando direttamente PaviaMusei [5]

Ulteriori foto del monumento sono sul sito dei Monaci Cistercensi [6], mentre altre informazioni (orari delle aperture e delle SS. Messe) si trovano sul sito del Comune di Certosa di Pavia [7].

La chiesa

La facciata, realizzata sovrapponendo semplici rettangoli, è rivestita da un'esuberante decorazione, tipico procedimento dell'architettura lombarda. un dettaglio della facciata Fra gli scultori attivi sulla facciata Cristoforo Mantegazza e Giovanni Antonio Amadeo che dopo l'esecuzione dei bassorilievi della parte destra dello zoccolo della facciata dal 1473 al 1476 tornò nel 1492 quale direttore del cantiere, responsabile dell'esecuzione della facciata fino al secondo ordine; il coronamento venne terminato con la collaborazione di Cristoforo Solari detto il Gobbo. Il portale della Certosa Il portale, una sorta di pausa classicistica nell'ornatissima superficie marmorea, è opera di collaborazione tra l'Amadeo e il suo allievo Benedetto Briosco (1501) ed è caratterizzato da colonne binate e bassorilievi con Storie della Certosa. L'interno e il coro

La prima soluzione della facciata, più sobria e di forme genuinamente gotiche, progettata da Boniforte Solari, è visibile in un affresco di Bergognone Bergognone, Pala di Sant'Ambrogio (Gian Galeazzo Visconti offre alla Vergine il modello della Certosa).

La chiesa ha pianta a croce latina divisa in tre navate con abside e transetto, coperta da volte a crociera su archi a sesto acuto, ispirata, seppure in scala ridotta, alle proporzioni del Duomo di Milano. Gian Galeazzo dona alla Madonna la Certosa Le volte esapartite sono dipinte alternativamente con motivi geometrici e con un cielo stellato. L'interno della Certosa

Singolari sono le terminazioni dei transetti e della cappella maggiore, costituiti da cappelle a pianta quadrata chiuse su tre lati da absidi semicircolari, secondo una soluzione trilobata di probabile ispirazione classica.

All'interno si segnalano alcuni capolavori della pittura dello stesso Bergognone, come la pala di Sant'Ambrogio (1490), quella di San Siro (1491) e la meravigliosa Crocifissione (1490).

Altre pale dello stesso artista sono ora disperse tra musei e collezioni private: si segnalano qui il trittico con i Santi Cristoforo e Giorgio, ora a Budapest, la pala delle due Ss. Caterine (1490) circa; Londra, National Gallery) e il Cristo portacroce e certosini della Pinacoteca Malaspina di Pavia (1493 circa).

La chiesa contiene numerose altre opere d'arte, tra cui il Padre Eterno, unico pannello rimasto in Certosa del polittico di Perugino, pale del Cerano, del Morazzone, del Guercino, di Francesco Cairo e un ciclo di affreschi, nel coro, di Daniele Crespi.

Il presbiterio accoglie anche gli stalli lignei dei monaci, intagliati ed intarsiati.

Nella parte destra del transetto si trova la tomba del fondatore della Certosa, Gian Galeazzo Visconti; tomba di Gian Galeazzo Visconti la figura di Galeazzo, sorvegliato da angeli si trova sotto una canapa di marmo, con la Madonna in una nicchia al di sopra; fu iniziata nel 1494-1497 da Giovanni Cristoforo Romano e Benedetto Briosco, ma non fu finita fino al 1562.

Nell'abside di destra del transetto è collocato un affresco di Bergognone con Gian Galeazzo Visconti presenta alla vergine il modello della Certosa tra Filippo Maria Visconti, Galeazzo Maria Sforza e Gian Galeazzo Sforza, eseguito tra il 1490-1495.

Altri affreschi (oculi con santi e profeti) si devono ad un gruppo di ignoti maestri di ascendenza bramantesca, tra cui il giovanissimo Bernardo Zenale.

Nella parte sinistra del transetto si trova il monumento funebre di Ludovico il Moro e di sua moglie Beatrice d'Este; tomba (vuota) di Ludovico il Moro e Beatrice d'Este (Cristoforo Solari) queste statue sono considerate tra i capolavori di Cristoforo Solari. Ludovico il Moro e Beatrice d'Este

Fu lo stesso Ludovico il Moro ad commissionarne l'esecuzione dopo la morte della moglie nel 1497; le sculture furono inizialmente sistemate nella chiesa milanese di Santa Maria delle Grazie, ma, nel 1564, vennero acquistate dai monaci e portate nella Certosa per preservarne la distruzione. Le tombe però sono sempre state inutilizzate, anche perché il Moro morì in Francia.

Nell'abside di sinistra un altro affresco di Bergognone con l'Incoronazione di Maria tra Francesco Sforza e Ludovico il Moro, con cui quest'ultimo voleva celebrare la propria successione dinastica, ottenuta non senza polemiche dopo la morte del nipote Gian Galeazzo Sforza.

Dal 1477 al 1478 l'Amadeo è attivo di nuovo alla Certosa ove esegue un'elegante "acquasantiera", "il portale della sagrestia vecchia", per l'altare della Sala del Capitolo dei Fratelli scolpisce la "statua di San Giovanni Battista", un "giovane santo" e, per il tiburio della chiesa, due "medaglioni con i Dottori della Chiesa", tra cui un "San Gregorio" e varie "sculture" per i pennacchi.

Vetrate, oreficerie, arti minori

La certosa possiede anche un importante (e poco studiato) corpus di vetrate, realizzate su cartoni di maestri attivi nel XV secolo in Lombardia, quali Zanetto Bugatto, Vincenzo Foppa, Bergognone e il savoiardo Hans Witz. Particolare del coro Numerosissime sono anche le opere di intaglio, intarsio di legni (il coro dei monaci) e marmi (i paliotti di numerosi altari).

Un capolavoro di marmi, bronzi e pietre dure è l'altar maggiore, risalente al tardo XVI secolo. Nella sacrestia vecchia è conservato un trittico in avorio e osso, opera di Baldassarre degli Embriachi, donato alla Certosa da Gian Galeazzo Visconti. Non mancano neppure i capolavori di scultura bronzea, come i candelabri di Annibale Fontana e la cancellata che divide la chiesa dei monaci da quella dei fedeli (XVII secolo).

Il Chiostro piccolo

Un portale elegante, con all'interno sculture dei fratelli Cristoforo e Tommaso Mantegazza e all'esterno di Giovanni Antonio Amadeo, conduce dalla chiesa al chiostro piccolo, uno degli ambienti più significativi della Certosa, al cui centro si trova un elegante giardino. Il chiostro

Il chiostro piccolo era il fulcro della vita comunitaria dei padri, collegando con portici ambienti come la chiesa, la sala capitolare, la biblioteca ed il refettorio. La chiesa vista dal chiostro piccolo

Da esso si gode di una stupenda vista del fianco e del transetto della chiesa, con guglie, loggette quasi dal sapore neoromanico e lo spettacolare tiburio. Un tempo tutti i tetti erano ricoperti di rame, sequestrato durante le guerre napoleoniche per costruire cannoni.

Gli ornamenti in terracotta sormontanti i sottili pilastri di marmo sono stati eseguiti da Rinaldo de Stauris tra il 1463 e il 1478; alcune delle arcate sono decorate dagli affreschi di Daniele Crespi, oggi in parte illeggibili.

Sempre appartenente al complesso è il lavabo in pietra e terracotta, con la rappresentazione della scena della Samaritana al pozzo (terzo quarto del XV secolo).

Il Chiostro grande

Decorazioni simili, opera degli stessi scultori, sono presenti anche nel chiostro grande, lungo circa 125 metri e largo circa 100. le celle e il chiostro grande

Si affacciano sul chiostro grande le 24 celle o casette, abitazioni dei monaci, ognuna costituita da tre stanze e un giardino. Di fianco all'ingresso delle celle, siglate da lettere dell'alfabeto, è collocata una piccola apertura entro cui il monaco riceveva il suo pasto giornaliero nei giorni feriali, in cui era prescritta la solitudine. Per i pasti comunitari, ammessi solo nei giorni festivi, ci si riuniva nel refettorio.

Le colonne delle arcate, decorate da elaborate ghiere in cotto, con tondi e statue di santi, profeti ed angeli, sono alternativamente in marmo bianco e marmo rosa di Verona. Sono, invece, scomparsi i dipinti con profetis [...] et certis altris figuris, che ornavano un tempo il chiostro, per cui Vincenzo Foppa fu pagato nel 1463.

Altri ambienti

La cosiddetta Sagrestia Nuova, l'antica sala capitolare, contiene un ciclo di vivaci affreschi dei fratelli Sorri, tardi esponenti del manierismo senese. Alle pareti sono appesi dipinti di artisti di alta qualità, come Francesco Cairo, Camillo Procaccini, il Passignano e Giulio Cesare Procaccini. Da ricordare anche, sempre nella Sacrestia Nuova, la splendida pala d'altare di Andrea Solario (1524), terminata cinquant'anni dopo da Bernardino Campi. Va ricordato anche il grandioso refettorio, che nei primi anni del cantiere fu utilizzato come chiesa, e che conserva un affresco con l´Ultima Cena (1567), opera di Ottavio Semino e, nella volta una Madonna con Bambino (completata da Profeti nelle lunette) di Bergognone. Negli ambienti dell'antica Foresteria, nota anche come Palazzo Ducale, opera del XVII secolo di Francesco Maria Richino, oltre alla presenza di calchi e frammenti scultorei provenienti dalla Certosa, si segnalano alcuni ambienti affrescati (come lo Studiolo e l'Oratorio del Priore) e dipinti di Vincenzo Campi (lo splendido Cristo inchiodato alla croce), Bernardino Campi, Bartolomeo Montagna, il Bergognone, Bernardino Luini.

Bibliografia

  • L. Beltrami, La Certosa di Pavia, Milano 1911
  • La Certosa di Pavia, a cura di R. Bossaglia, M. G. Albertini Ottolenghi, F. R. Pesenti, Milano, Cariplo, 1968
  • R. V. Schofield, J. Shell, G. Sironi, Giovanni Antonio Amadeo/ I documenti, Edizioni New Press, Como 1989
  • R. Battaglia Le "memorie" della Certosa di Pavia, in "Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Lettere e Filosofia", 3.Ser. 22.1992 No. 1, p. 85-198
  • La Certosa di Pavia tra devozione e prestigio dinastico: fondazione, patrimonio, produzione culturale atti del convegno a cura di A. A. Settia, in "Annali di Storia Pavese", 1997
  • Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone, un pittore per la Certosa, catalogo della mostra a cura di Gianni Carlo Sciolla, M. G. Albertini Ottolenghi, Milano, Skira, 1998
  • La Certosa di Pavia e il suo Museo. Ultimi restauri e nuovi studi, atti del convegno (Certosa di Pavia, Maggio 2005), in corso di stampa
  • Certosa di Pavia, atlante fotografico a cura di F.M. Ricci, Parma, CaRiParma e Piacenza, 2006
Fonti archivistiche
  • La fonte documentaria più usata per la ricostruzione dello sviluppo artistico della Certosa sono le cosiddette "memorie" del priore Matteo Valerio, con una serie di annotazioni sparse sugli artisti che lavorarono in Certosa tra il XIV e il XVII secolo, trascritte in un manoscritto oggi alla Biblioteca Braidense di Milano.
  • Parte di questo articolo è basata sulla traduzione dell'edizione del 1911 dell'Enciclopedia Britannica.
Note


Voci correlate

  • Rinascimento lombardo
  • Duchi di Milano
  • Pavia
  • Boniforte Solari
  • Giovanni Antonio Amadeo (Risurrezione di Lazzaro)
  • Gian Galeazzo Visconti
  • Agostino de Fondulis
  • Benedetto Briosco
  • Cristoforo Mantegazza (Cacciata dei progenitori)
  • Antonio Mantegazza
  • Rinaldo de Stauris
  • Pace Gaggini
  • Ludovico il Moro
  • Certosini
  • Bergognone
  • Daniele Crespi
  • Gocce imperiali
  • Comune di Certosa di Pavia

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    Lucila de Francischi
    22 june 2013
    Beautiful Monastery!! It's worth a visit!! Amazing marble sculptures, great wood work and lovely frescos!! Ps: the chocolate the sell is delicious!!
    Henrik Koudahl
    27 december 2013
    Don't miss Certosa di Pavia. This monastery is worth a visit. Their shop sells a lovely liqueur (coffee), which is excellent for making tiramisu.
    Stefano Pardini
    27 october 2014
    Le visite guidate partono dalla cancellata che immette alla zona dei monaci, verso l'altare della Certosa. Il sabato finiscono alle 16.30.
    Simona
    28 july 2014
    Un posto bellissimo...il monastero è ricco di dettagli e opere mistiche. Da non perdere: la visita guidata accompagnati dai monaci per scoprire storia e segreti della Certosa.
    Eros Verderio
    12 agosto 2014
    Once in a life time u have to see this place! A jewel in the nowhere, free entrance, amazing guide, monk liquor! Milanese per un weekend non andare il Liguria e fai un salto qui.
    Avamposto Pavese
    13 march 2014
    La Certosa di Pavia e il suo Museo hanno il loro sito ufficiale http://www.museo.certosadipavia.beniculturali.it/index.php?it/136/la-certosa-e-il-suo-museo
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