Gates in Roma

Porta San Sebastiano

7.5/10

Porta S. Sebastiano è la più grande e tra le meglio conservate delle porte nella cinta difensiva delle Mura Aureliane di Roma.

(facciata verso la città), la controporta interna di Porta San Sebastiano]]

Il nome originario era Porta Appia perché da lì passava la via Appia, la regina viarum che cominciava poco più indietro, dalla Porta Capena delle mura serviane, e lo conservò a lungo. Nel medioevo sembra fosse chiamata anche “Accia” (o “Dazza” o “Datia”), la cui etimologia, alquanto incerta, sembra però legata al fatto che lì vicino scorresse il fiumicello Almone, chiamato “acqua Accia”. Un documento del 1434 la menziona come “Porta Domine quo vadis”. Solo dopo la metà del XV secolo è finalmente attestato il nome che conserva ancora oggi, dovuto alla vicinanza alla basilica e alle catacombe di S. Sebastiano.

La struttura originaria d’epoca aureliana, edificata quindi verso il 275, prevedeva un’apertura con due fornici sormontati da finestre ad arco, compreso tra due torri semicilindriche. La copertura della facciata era in travertino. In seguito ad un successivo restauro le due torri furono ampliate, rialzate e collegate, con due muri paralleli, al preesistente arco di Druso, distante pochi metri verso l’interno, in modo da formare un cortile interno in cui l’arco aveva la funzione di controporta.

In occasione del rifacimento operato nel 401-402 dall’imperatore Onorio la porta fu ridisegnata con un solo fornice, con un attico rialzato nel quale si aprono due file di sei finestre ad arco e venne fornita di un camminamento di ronda scoperto e merlato. La base delle due torri fu inglobata in due basamenti a pianta quadrata, rivestiti di marmo. Un successivo rifacimento le conferì l’aspetto attuale, in cui tutta la struttura, torri comprese, venne rialzata di un piano. La mancanza della solita lapide commemorativa dei lavori fa dubitare qualche studioso che l’intervento possa essere opera di Onorio, che invece ha lasciato epigrafi laudative su ogni altro intervento effettuato sulle mura o sulle porte.

La chiusura era realizzata da due battenti in legno e da una saracinesca che scendeva, entro scanalature tuttora visibili, dalla sovrastante camera di manovra, in cui ancora esistono le mensole in travertino che la sostenevano. Alcune tacche sugli stipiti possono indurre a ritenere che si usassero anche dei travi a rinforzo delle chiusure.

Data l’importanza della via Appia che da qui usciva dalla città, soprattutto in epoca romana tutta l’area era interessata da grossi movimenti di traffico cittadino. Nelle vicinanze della porta sembra esistesse un‘area destinata al parcheggio dei mezzi di trasporto privati di coloro (ovviamente personaggi di un certo rango che potevano permetterselo) che da qui entravano in Roma. Si trattava di quello che oggi si definirebbe un “parcheggio di scambio”, visto che il traffico in città non era infatti consentito, in genere, ai mezzi privati. A questa regola sembra non dovessero sfuggire neanche i membri della casa imperiale, i cui mezzi privati venivano parcheggiati in un’area riservata (chiamata ”mutatorium Caesaris”) poco distante, verso l’inizio della via Appia.

Di notevole interesse alcune bozze visibili sul rivestimento in travertino della base del monumento; potrebbe trattarsi di indicazioni per la misurazione del lavoro degli scalpellini. Secondo lo storico Antonio Nibby al centro dell’arco della porta, sul lato interno, è scolpita una croce greca inscritta in una circonferenza, con un’iscrizione, in greco, dedicata a S. Conone e S. Giorgio, risalente al VI-VII secolo, ma non ve n’è alcuna traccia visibile. Ancora, sullo stipite destro della porta è incisa la figura dell’Arcangelo Michele mentre uccide un drago, a fianco della quale si trova un’iscrizione, in un latino medievale in caratteri gotici, in cui viene ricordata la battaglia combattuta il 29 settembre 1327 (giorno di San Michele, appunto) dalle milizie romane ghibelline dei Colonna guidate da Giacomo de’ Pontani (o Ponziano) contro l’esercito guelfo del re di Napoli Roberto d'Angiò, guidato da Giovanni e Gaetano Orsini:

ANNO DNI MC…
XVII INDICTIONE
XI MENSE SEPTEM
BRIS DIE PENULTIM
A IN FESTO SCI MICHA
ELIS INTRAVIT GENS
FORASTERA MURI
A ET FUIT DEBELLA
TA A POPULO ROMA
NO QUI STANTE IA
COBO DE PONTIA
NIS CAPITE REG
IONIS

Ma oltre alle testimonianze di un certo valore storico, l’intero monumento è interessante anche per la ricchezza di graffiti e tracce certamente non ufficiali, ma che documentano la vita quotidiana che intorno alla porta si è svolta nei secoli. Sono probabilmente opera di pellegrini le varie croci incise nei muri ed il monogramma di Cristo (JHS con la croce sopra l’H) visibile sullo stipite sinistro, di fronte all’Arcangelo Michele; sono leggibili molti nomi italiani e stranieri (un certo Giuseppe Albani ha scritto tre volte il suo nome) e varie date, che si possono decifrare fino al 1622; ad uso di viandanti forestieri qualcuno ha anche inciso una sorta di indicazione stradale per la porta o la basilica di San Giovanni in Laterano, visibile appena fuori della porta, sulla sinistra: “DI QUA SI VA A S. GIO…”, interrotto da qualcosa o qualcuno; ed altre indicazioni e scritte di difficile decifrazione, come l’incisione “LXXV (sottolineata tre volte) DE L”, sulla torre di destra. Scrivere sui muri è evidentemente abitudine radicata nei secoli.

Il 5 aprile 1536, in occasione dell’ingresso in Roma dell’imperatore Carlo V, Antonio da Sangallo trasformò la porta in un vero e proprio arco di trionfo, ornandola di statue, colonne e fregi, e predisponendo, anche con l’abbattimento di edifici preesistenti, una via trionfale fino al Foro Romano. L’avvenimento è ricordato in un’iscrizione sopra l’arco che, con un’adulazione un po’ eccessiva, paragona Carlo V a Scipione: “CARLO V ROM. IMP. AUG. III. AFRICANO”. Sempre da qui passò anche, il 4 dicembre 1571, il corteo trionfale in onore di Marcantonio Colonna, il vincitore della battaglia di Lepanto. L’elemento che di tale corteo suscitò maggior curiosità ed interesse fu certamente la sfilata dei centosettanta prigionieri turchi in catene. Per l’occasione Pasquino, la famosa statua parlante di Roma, volle dire la sua, ma stavolta senza parlare: fu vista con una testa di turco sanguinante ed una spada.

Già dal V secolo e almeno fino al XV, è attestato come prassi normale l’istituto della concessione in appalto o della vendita a privati delle porte cittadine e della riscossione del pedaggio per il relativo transito. In un documento del 1467è riportato un bando che specifica le modalità di vendita all’asta delle porte cittadine per un periodo di un anno. Da un documento del 1474 apprendiamo che il prezzo d’appalto per le porte Latina e Appia insieme era pari a ”fiorini 39, sollidi 31, den. 4 per sextaria” (“rata semestrale”); si trattava di un prezzo non altissimo, e non eccessivo doveva essere quindi anche il traffico cittadino per le due porte, sufficiente comunque per poter assicurare un congruo guadagno al compratore. Guadagno che era regolamentato da precise tabelle che riguardavano la tariffa di ogni tipo di merce, ma che era abbondantemente arrotondato da abusi di vario genere, a giudicare dalla quantità di gride, editti e minacce che venivano emessi.

A fianco della torre occidentale ci sono tracce di una posterula murata, posta ad una certa altezza sul piano stradale, la cui peculiarità è quella di non presentare, sugli stipiti, segni di usura, come se fosse stata chiusa poco dopo averla aperta.

Per ciò che riguarda l'interno le trasformazioni di maggior rilievo sono recenti e risalgono agli anni 1942-1943, quando l’intera struttura venne occupata e utilizzata da Ettore Muti, l’allora segretario del partito fascista. Sono infatti di quegli anni i mosaici bicromatici in bianco e nero situati in vari ambienti.

Attualmente le torri ospitano il Museo delle Mura, nel quale sono tra l’altro visibili modelli della costruzione delle mura e delle porte nelle varie fasi.

Bibliografia

  • Filippo Coarelli, ”Guida archeologica di Roma”. A.Mondadori Ed., Verona, 1984
  • Mauro Quercioli, ”Le mura e le porte di Roma”. Newton Compton Ed., Roma, 1982
  • Laura G. Cozzi, ”Le porte di Roma”. F.Spinosi Ed., Roma, 1968

Collegamenti esterni

Categorie:
Posta un commento
Suggerimenti e consigli
Organizzato da:
Antonio M ♠
21 agosto 2014
Benvenuti alla porta più a sud di Roma antica! Da qui potevate prendere la via Appia e arrivare fino a Brindisi, porto principale per le merci del mediterraneo orientale :)
Albarico
1 september 2011
"Il giorno ideale per passeggiare qui è la domenica sostanzialmente perché dopo le undici minuto più, minuto meno, la strada viene chiusa al traffico e diventa una gradevole passeggiata pedonale."
Carica altri commenti
foursquare.com
Posizione
Mappa
Indirizzo

Via di Porta San Sebastiano, 16, 00153 Roma, Italia

Ottenere indicazioni stradali
Orari di apertura
Fri 8:00 AM–9:00 PM
Sat 11:00 AM–4:00 PM
Sun 10:00 AM–8:00 PM
Mon 9:00 AM–11:00 AM
Tue 9:00 AM–Noon
Wed 9:00 AM–8:00 PM
Riferimenti

Porta San Sebastiano on Foursquare

Porta San Sebastiano on Facebook

Hotel nelle vicinanze

Vedi tutti gli hotel Vedi tutti
Trevi elegant apartment

partenza $205

Trevi charming apartment

partenza $0

Trevi lovely terrace apartment

partenza $0

Trevi stylish apartment

partenza $0

Trevi Hotel

partenza $274

Piccolo Trevi Suites

partenza $135

Luoghi consigliati in zona

Vedi tutti Vedi tutti
Aggiungi alla lista dei desideri
Sono stato qui
Visitato
Mura aureliane
Italia

Le Mura Aureliane sono una cinta muraria costruita tra il 270 ed il

Aggiungi alla lista dei desideri
Sono stato qui
Visitato
Sepolcro degli Scipioni
Italia

Il sepolcro degli Scipioni è un monumento funerario di età romana c

Aggiungi alla lista dei desideri
Sono stato qui
Visitato
Chiesa di San Giovanni a Porta Latina
Italia

San Giovanni a Porta Latina è una delle chiese basilicali di Roma,

Aggiungi alla lista dei desideri
Sono stato qui
Visitato
Chiesa del "Domine quo vadis"
Italia

La Chiesa del 'Domine quo vadis', o Santa Maria in Palmis, è una

Aggiungi alla lista dei desideri
Sono stato qui
Visitato
Terme di Caracalla
Italia

Le Terme di Caracalla o Antoniniane (dal nome della dinastia degli

Aggiungi alla lista dei desideri
Sono stato qui
Visitato
Basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio
Italia

Santo Stefano Rotondo è una chiesa del V secolo che sorge a Roma sul

Aggiungi alla lista dei desideri
Sono stato qui
Visitato
Basilica di Santa Maria in Domnica
Italia

Santa Maria in Domnica, anche nota come Santa Maria alla navicella, è

Aggiungi alla lista dei desideri
Sono stato qui
Visitato
Celio
Italia

Il colle Celio è uno dei sette colli su cui venne fondata Roma.

Simili attrazioni turistiche

Vedi tutti Vedi tutti
Aggiungi alla lista dei desideri
Sono stato qui
Visitato
Santuario di Itsukushima
Giappone

Il Шаблон:Nihongo è un santuario shintoista che si trova sull'i

Aggiungi alla lista dei desideri
Sono stato qui
Visitato
Puerta de Alcalá
Spagna

La Puerta de Alcalá è uno dei monumenti più significativi di Ma

Aggiungi alla lista dei desideri
Sono stato qui
Visitato
Kaminarimon
Giappone

Kaminarimon (日本語: 雷門) is a tourist attraction, one of the Gates in

Aggiungi alla lista dei desideri
Sono stato qui
Visitato
Hadrian's Gate
Turchia

Hadrian's Gate (Türkçe: Hadrian Kapısı) is a tourist attraction, one

Aggiungi alla lista dei desideri
Sono stato qui
Visitato
Porta delle Polveri
Repubblica Ceca

La Porta delle Polveri è situata nella Città Vecchia di Praga, p

Vedi tutti i posti simili